costituzione società estere
 

Costituzione società estere

La costituzione di Società estere è spesso un sistema utilizzato con diversi scopi:


  • razionalizzare la attività di impresa, attraverso la delocalizzazione territoriale della stessa, scopo di tale razionalizzazione è dato ad esempio dalla dislocazione delle risorse umane in territorio a minor costo di mano d’opera. 
  • Il sistema contributivo Italiano, e il costo del lavoro estremamente gravoso per le aziende ha comportato la necessità di razionalizzare i costi aziendali attraverso il fenomeno della globalizzazione, utilizzando spesso la rete web come sistema di scambio di informazioni e di connessione globale, attraverso cui poter dislocare sedi aziendali in diverse realtà del mondo.
  • Non a caso a Bangalore considerata la Sylicon Valley dell’India ove è localizzata la Infosys,moderna società estera, creata ad hoc, allo scopo di divenire il back office per le aziende più importanti del mondo.
    Risulta essere quindi non raro il fenomeno di decidere di costituire una società estera per poter razionalizzare alcuni
    dei processi produttivi aziendali, che comportano spesso utilizzo di risorse amministrative  il cui costo in taluni paesi,
    come ad esempio in India ha un impatto minore.  
  • La costituzione di società estere, spesso risulta strumentale spesso ai fini di protezione degli asset patrimoniale spesso questa tipologia di società viene utilizzata come veicolo per la costituzione di trusts, le società offshore divengono destinatarie di asset immobiliari, le azioni delle società offshore vengono poi destinate in Trust a fini di tutela del patrimonio e dello scopo sociale del Trust.
  • La costituzione di società estere è inoltre utilizzata per la pianificazione fiscale attraverso la tematica del transfer pricing1 assume un ruolo strategico per le società multinazionali ed allo stesso tempo costituisce un aspetto di particolare criticità per le nazioni in cui le singole società sono ubicate. Non è rara, infatti, la possibilità che, in’un ottica di riduzione del carico fiscale worldwide dell’intero gruppo societario, l’imponibile venga concentrato nei paesi a più bassa fiscalità (magari nei cd. "paradisi fiscali”).
Occorre subito chiarire che con il termine inglese transfer pricing si intende, nella comune accezione economica, il controllo dei corrispettivi applicati alle operazioni commerciali e/o finanziarie intercorse tra società collegate e/o controllate residenti in nazioni diverse, al fine di verificare che non vi siano aggiustamenti “artificiali” di tali prezzi.

Infatti, in estrema sintesi, nell’ambito dei rapporti infragruppo può verificarsi la seguente procedure elusiva: la società X, residente in una nazione ad alta pressione fiscale, acquista beni e/o servizi dalla consorella Y, ubicata in un paese in cui vige un basso livello di tassazione.

 Allo scopo di concentrare il più possibile l’utile nello stato a più bassa pressione fiscale, la società multinazionale potrà fissare un prezzo di vendita dei beni e/o servizi della società Y molto elevato, in modo che il profitto si concentri nel paese a bassa pressione fiscale e, nel contempo tale corrispettivo di riferimento non lasci spazio ad alcun margine di ricavo ad X nell’ipotesi di rivendita di quanto acquistato.

Attraverso tale meccanismo, quindi, i prezzi delle transazioni infragruppo vengono determinati sulla base di parametri di valutazione ancorati alle esigenze generali del gruppo multinazionale dal punto di vista gestionale, organizzativo e tributario, anziché facendo riferimento alle normali condizioni di mercato.

Lo Studio Martelli & Partners si occupa della costituzione di Società, nelle maggiori giurisdizioni di tutto il mondo attraverso una fitta rete di professionisti che collaborano con lo studio, o attraverso gli specialisti di tax planning che si trovano dislocati nei vari studi di Roma, Londra, Dubai , New York e Milano.

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